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Visita al cantiere Arcart all'Ossario del Pasubio



Oltre novant’anni e sentirli tutti. C’è voluta un’azienda giovanissima, Arcart, nata nel 2009, e i due imprenditori titolari, Xavier Robusti e Giorgia Cestaro, le cui età sommate non si avvicinano minimamente a quella del monumento, per ridare nuova vita all’Ossario del Pasubio attraverso un’opera di restauro esterno e interno che sta vedendo in questi mesi il suo completamento.
Un lavoro di oltre due anni tra ricerca storica, studio dei materiali e cantiere di restauro vero e proprio che culminerà con la riapertura del monumento, prevista per quest’estate con una cerimonia che ricorderà il centenario della Grande Guerra.

“Si tratta di un intervento tecnico iniziato nel 2012 con una campagna di indagini scientifiche al quale ha fatto seguito un articolato progetto approvato dalla Soprintendenza di Verona – spiega 
Xavier Robusti -. Il nostro staff di professionisti altamente qualificati hanno collaborato in stretto rapporto con la Soprintendenza valutando le tecniche più innovative per riportare alla luce l’aspetto e le cromie originali. Oltre ai 500 metri quadrati di intonaci affrescati, abbiamo provveduto la scorsa estate alla messa in sicurezza e restauro dei 1000 metri quadrati della torre esterna”.

Commistione tra impresa, cultura e arte che ha impressionato anche il 
Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Vicenza il quale ha avuto modo di visitare il cantiere e vedere il restauro in corso.

“La cultura e la storia del territorio sono parte fondamentale del know-how di chiunque voglia fare impresa - spiega la vicepresidente del Gruppo, 
Giorgia Bravo – e quando Arcart ci ha raccontato di questo loro cantiere in un ambito così prettamente culturale, abbiamo pensato subito che fosse un’opportunità per poterli vedere all’opera”.

“Anche per chi lavora in settori diversi da quelli del restauro – aggiunge 
Alberto Rasotto, consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori – è stato assolutamente interessante vedere la gestione di un cantiere così delicato e particolare. Il contatto, poi, con la storia che ha segnato le nostre montagne rappresenta un arricchimento umano davvero importante”.

A pochi mesi dalla chiusura del cantiere, gli ultimi lavori si stanno concentrando sul recupero degli affreschi dei Santi nella Cappella al primo piano e nel restauro della Sala della Lanterna al quinto.

“L’intervento sul ciclo pittorico del Sacrario ha permesso di avvicinarsi allo stile di Tito Chini (il pittore toscano autore degli affreschi) e di comprenderne a pieno i significati – dice Giorgia Cestaro -. Le meravigliose figure dei Santi Guerrieri che adornano la cappella sono emerse nella loro totale tridimensionalità, quasi a voler uscire dalla superficie muraria. Chini esprime nelle loro vesti e armature un gusto per l’ornato tipico dello stile Liberty e ne arricchisce ulteriormente la percezione di preziosità grazie all’impiego del graffito. Gli effetti di luce che creano le linee incise sull’intonaco ancora fresco, non soltanto arricchiscono in senso decorativo le figure, ma contribuiscono a renderle materiche, quasi indipendenti dal muro. Ecco dunque che il lavoro di restauro ha permesso di apprezzare a pieno questa tecnica pittorica e di entrare in totale empatia con il significato stesso delle immagini, ridando loro l’originale aspetto”.


Centenario della Grande Guerra - Visita al cantiere di restauro dell'Ossario del Pasubio 06/05/2015

Posted by Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Vicenza on Venerdì 8 maggio 2015